A venti anni dalla scomparsa di San Giovanni Polo II Orazio La Rocca per l’Araldo Poliziano ci presenta questa figura straordinaria di pontefice e santo. L’articolo completo apparirà sul prossimo numero dell’Araldo Poliziano.
“Sembra ieri. Anche se sono passati 20 anni da quando il mondo si fermò per rendere omaggio all’uomo e al Papa che, dopo aver segnato la vita del ventesimo e del ventunesimo secolo, ci lasciava alla fine di una lunga agonia seguita in diretta da ogni angolo della terra. Era il 2 Aprile 2005. Quell’uomo e quel Papa era Giovanni Paolo II, il Pontefice – nel frattempo, santificato a furor di popolo – amato, venerato e rimpianto dall’intera umanità. Guida di oltre un miliardo e trecento milioni di cattolici che ha profondamente dedicato il suo lungo Pontificato a valori universali come pace, fratellanza, condanna delle guerre, difesa dei diritti umani e della libertà (religiosa, politica, individuale, comunitaria…). Il primo Papa venuto dall’Est che, fin dai primi passi da Pontefice, si avvia sulle orme di quella figura che – circa 8 secoli prima – era stato modello di pace e di amore per poveri, bisognosi, ammalati, attento alla cura del Creato dono di Dio, dell’ambiente e delle creature che vi abitano, San Francesco d’Assisi. Riuscendoci in pieno”.
“Non a caso nel corso di 27 anni di Pontificato per ben 6 volte Wojtyla si è recato a pregare sulla tomba del Poverello nella cripta della basilica inferiore del Sacro Convento di Assisi. Momenti di preghiera francescana rimasti impressi nella memoria collettiva al di là dei confini della Chiesa. Fin dalla prima visita, il 5 Novembre 1978, appena 20 giorni dopo l’elezione papale del 16 Ottobre, quando ad Assisi – come neo Primate d’Italia e neo Vescovo di Roma – affida significativamente il suo nascente Pontificato a San Francesco, che tornerà a venerare il 12 Marzo 1982 con i vescovi italiani per l’VIII centenario della nascita. Storico il terzo viaggio. Quello del 27 Ottobre del 1986, il giorno in cui Wojtyla sulla piazza della Basilica Superiore prega per la pace con i leader delle piu’ grandi fedi monoteiste nel primo raduno interreligioso battezzato subito “Spirito di Assisi”, l’espressione con cui sarà ricordato per sempre. Al Sacro Convento si recherà ancora il 9 Gennaio 1993, il 3 Gennaio 1998 e il 24 Gennaio 2002, il sesto ed ultimo viaggio, quando – già minato dalla malattia – convoca un altro raduno interreligioso per pregare per la pace dopo gli attentati dell’11 Settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York”.
“di Orazio La Rocca, vaticanista di La Repubblica).